G7 condanna l'attacco con armi chimiche il 7 aprile a Ghouta orientale

I leader dei paesi membri del G7, costruita dalle sette economie più sviluppate al mondo hanno condannato l'attacco di armi chimiche effettuato dal regime di Assad, il 7 aprile, a Ghouta orientale, in Siria...

G7 condanna l'attacco con armi chimiche il 7 aprile a Ghouta orientale

I leader dei paesi membri del G7, costruita dalle sette economie più sviluppate al mondo hanno condannato l'attacco di armi chimiche effettuato dal regime di Assad, il 7 aprile, a Ghouta orientale, in Siria

Nella dichiarazione fatta a nome dei leader, il premier canadese, Justin Trudeau, come il presidente del turno del G7, ha espresso:

"Come i leader del G7 e l'UE condanniamo nei termini più forti possibili l'uso di armi chimiche da parte del regime siriano durante l'attacco a Ghouta orientale".

Trudeau ha sottolineato che sostengono tutte le iniziative mantenute dagli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia di danneggiare la capacità di utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Assad e prevenire la ripetizione di tali eventi in futuro.

Nella dichiarazione rilasciato dal premier Trudeau, si riferisce:

"L'uso di armi chimiche è la violazione dell’accordo sulle armi chimiche e costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali. L'uso ripetuto di armi chimiche da parte del regime di Assad in passato è stato confermato da investigatori internazionali indipendenti. Condanniamo questa strategia cosciente che mira di terrorizzare le popolazioni locali e farle accettarli con forza. Il possesso di armi chimiche dalla Siria è illegale nel quadro della decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite numero 2118 e l’accordo sulle armi chimiche. Siamo contro coloro che sviluppano e usano queste armi in qualsiasi luogo, tempo e condizione senza punizione. Siamo determinati a trovare una soluzione diplomatica per combattere in Siria. Apprezziamo e sosteniamo gli sforzi del rappresentante speciale della Siria alle Nazioni Unite, Staffan de Mistura nel senso di una mossa politica di sicurezza con la decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, con il numero 2254 e il comunicato di Ginevra".

78 civili sono stati uccisi nel bombardamento di armi chimiche organizzata il 7 aprile alle residenze civili nella provincia di Duma, l'ultimo punto sotto il controllo degli oppositori a Ghouta orientale.


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